Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 8) — Venezia, 1792 [Cicognara Nr. 3-8]

Seite: 259
DOI Seite: 10.11588/diglit.28028#0267
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le teste de’travi. Da un teschio all'altro
ci caminina un festoncino, il cjuale nella
concavità sua riceve la patera, solita porsi
nella metopa. Oltre che un tal fregio é
molto pittoresco e vago a vedersi, riesce
nel caso della cantonata con le due colon-
ne assai comodo, per non essere geometri-
camente compartito, dirò cosl, e non tro-
varsi astretto ad altre leggi fuorchò a quel-
le del gUsto, che non cadono sotto alle
seste. E cosi il nodo, se non èsciolto, sa-
rà tagìiato. Ben vorrei, ch’ella approvasse
ancora queste mie fantasie : ma ben mi pa-
re esser certo, che da lei verrà approvata
ìa diligenza che ho usato nel servirla. Nel
che non voglio già io sarmi con esso lei
un qualche gran meritoi che io pur repu-
to, che il servire a lei sia lo stesso che il
servire al progresso delle buone arti. Ap~
pena la sua lettera mi ebbe signifìcato il
desiderio suo, che dall’ ornatissimo signor
marchese Albergati fabbriciere perpetuo dì
san Petronio io ottenni licenza di far rico-
piare i disegni, che per la medesima chie-
sa furono già fatti dal Palladio. lo mi ser-
vo delì’opera del signor Francesco Tadoli-

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