Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 8) — Venezia, 1792 [Cicognara Nr. 3-8]

Seite: 269
DOI Seite: 10.11588/diglit.28028#0277
Zitierlink: i
http://digi.ub.uni-heidelberg.de/diglit/algarotti1792bd8/0277
Lizenz: Creative Commons - Namensnennung - Weitergabe unter gleichen Bedingungen
facsimile
l5 Architetttjra. 269
jnettendo in vece del dorico il jonico_, egli
assegna a questi due ordini le stesse pro-
porzioni nè più nè meno ,

Gli altri due disegni, come io accenna-
va poc’anzi, sono di un ordine solo; emo<
strano tutt’altra convenienza e maestà. Non
vanno molto lontani, inassime l’uno di es-
si, dalla invenzione della facciata di san
Francesco alle vigne, e cadono amendue
nel medesiino difetto diquella; che lo ste-
reobate, su cui mostra posare la fabbrica,
è rotto dalle porte, che scendono colla so-
giia sino al piede di esso: difetto ch’egli
corresse dipoi nella facciata del Redentore,
dove la scalinata è cavata nell’altezza dello
stereobate raedesimo, e in sulla cimasa di
quello vengono a posare le porte. Così ne’
loro tempj erano soliti praticare gli antichi,
salvo che in cpello di Scisi, il quale, per
avere appunto nel portico non continuato
ma rotto lo stereobate, rende un aspetto
non tanto grato, In essi disegni ho ricono-
sciuto a maraviglia così la penna del Palla-
dio, quale ho tante volte veduta nella rac-
colta di mylord Burlington, coine anche
la sua scrittura, anzi il dialetto vicentino,

di
loading ...