Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 8) — Venezia, 1792 [Cicognara Nr. 3-8]

Seite: 283
DOI Seite: 10.11588/diglit.28028#0291
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■l Architettura.' s85
Cosi io mi farei lecito di rispondere a
stioi oppositori. Ma non saprei già ìo che
mi dire, e come scaldare coloro che mi-
rassero freddamente il suo disegno. Con-
verrebbe almeno incominciar le parole trop-
po da largo. Non sarebbe gran maraviglia,
che una invenzione regolare accordata e
piuttosto austera, come è la sua, non an-
dasse così universalmente per la cruna del
genio di questi che si chiamano intenden-
ti. Non ne conosco che pochi, che sieno
nel caso di gustarla, e in Bologna,

Si je scais bien compter,

II en est jusqu à trois que je pourrois
citer.

Troppo ha qui degnerato il gusto dell’ar-
ehitettura. Chi parlasse del Serlio del Ti-
baldi deirAmbrosini, s’avrebbe ora il tor-
to ; il gusto dei Bibbiena è passato dalle sce-
xie alle fabbriche. Se ne ravvedran forse
anche un giornoj
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