Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 8) — Venezia, 1792 [Cicognara Nr. 3-8]

Seite: 289
DOI Seite: 10.11588/diglit.28028#0297
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I A R C H X T E T T TJ R A . zÈty

II Malvasia e altri hanno raccolto intorntì
a’loro pittori le minutezze tutte della vita,
le burle che han fatto, i motti che han
detto, quello che non occorreva sapere : de-
gli architetti, e anche deglì scultori non si
trova scritto nierxte. Non è egli strano, che
si trovino registrati gli aecidenti tutti che
occorsero a uno Zanin da Capugnano; e non
si trovi tra i Bolognesi chi ne dia un suc-
cinto della vita di Aristotile Fioravanti, che
mosse di luogo la torre della Magione, e
portò l’architettura in Prussia ; del Serlio
del Tribilia deli’Ambrosini del Fiorini, e
d’altri che ornarono là città di belli edifì-
' zj? Sono così allo scuro in tai genere, che
il paiazzo de’Malvezzi detto il buro, e che
è una delle più nobiii fabbriche della cit-
tà, da chi viene attribuito alSerìio, da chi
alYignoia. II famoso Ferdinando Bibbiena,
per quanto mi assicura il sigoor Giampie-
tro Zanotti, lo credeva del Yignola. Ma
non rnanca chi lo dia alSeriio. Si attribui-
sce comunemente a Michelagnolo il palaz»
zino Angeleiii di uno stile meschino e ti-
sico, che è nella strada di Galliera, e che
il Brizio migliorandoio d’assai, dipinse in
To: VIII. T

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