Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 8) — Venezia, 1792 [Cicognara Nr. 3-8]

Seite: 296
DOI Seite: 10.11588/diglit.28028#0304
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facsimile
'&g'ò Lettere sopra

del lib. II., dove e’dice precisamente, do-
versi gli alberi, prima di gettargli in ter-
ra, intaccare attorno attorno dal piede si-
no alla midolJa, siccliè restandosi in piedi
si seccliino. Lo stesso si dice a un punti-
no da Plinio ai capo XXXIX. del lib. XVI.;
e dal Palladio, uno degli scrittori delle co-
se rustiche, nel lib. XII. in novem. tit. XU’.
E il nostro Palladio architetto dice anch5’
egli al cap. II. del lib. I., che gli alberi
si deono tagliare solamente sino al mezzo
della midolla, e così lasciargli finchè si sec-
chino; perciocchè stillando uscirà fuori quell’
umore, che sarà atto alla putrefazione. La
ragione, che dietro agli antichi egli dà di
tal pratica, non è forse la vera. Un’altra
ne dà il Bufson, che pare più verisimile,
ed è certamente più dotsa. Unalbero, dic?
egli, e voi bene il sapete, vien composto
da’varj coni legnosi, che ogni volta che
egli è in succhio, si formano Puno dentro
dell’altro tra la scorza e l’alburno: e così
levata la scorza il sugo nutrizio, non aven-
do più da operare verso la circonferenza,
penetra la sostanza e la midolla dell’albero
medesimo, vi si hssa dentro, e ne accre-

sce
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