Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 8) — Venezia, 1792 [Cicognara Nr. 3-8]

Seite: 308
DOI Seite: 10.11588/diglit.28028#0316
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B'oB Lettere s o p r a

di che sono composte queste clue gran fab-
briche si veggono qua e là quegli intacchi ,
che nelio edihcare davano presa alla forbi-
ce per tirargli in alto; e il Temanza dice
non avernegli ravvisati. Ma che è ciò , di-
rei io , rispetto alle tante altre parti esat-
tamente delineate di questi nobili edifìzj ?
Ho udito da alcuni fare il processo al Des*
godetz per alcuni piccioli errori da esso lui
presi nel clisegno delFanfìteatro diVerona;
come trattandosi di altre antichità egli lo
avea fatto al Palladio ed al Serlio. Ma qual
è coiui, che non ostante le piccioie mac-
chie ,

.... quas aut incuria fudit,

Aut humana parum ca-vit natura >

non si confessi granclemente obbligato al
Desgodetz per la tanta sua accuratezza? Lo
stesso è da clirsi senza dubbio del Teman-
za': e ben pare, cbe aitrimenti non avvisi
la città di Riinini, la quale per le belle
sue fatiche lo ha scritto nel numero de5
suoi cittadini .

Del ponte io ne ho alcuni studj fatti da
Maurino con acquerelli di vari colori, che

imi-
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