Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 8) — Venezia, 1792 [Cicognara Nr. 3-8]

Seite: 309
DOI Seite: 10.11588/diglit.28028#0317
Zitierlink: i
http://digi.ub.uni-heidelberg.de/diglit/algarotti1792bd8/0317
Lizenz: Creative Commons - Namensnennung - Weitergabe unter gleichen Bedingungen
facsimile
L Àrchitettura. 3oq
iihitano perfettamente il naturale r e delP
arco, dalla banda che è più conservato , ne
hó similmente nna pittura fatta in acqua->
relli pér modo, che pare veduto nella ca-
mera ottica. Nulla vi manca delle varie
tinte, nè delle rotture che sono nell’arcoi
e nelle commettiture delle pietre vi è ri-
tratta quelia pianta chiamata da Plinio non
mi ricordo come, e di cui dice non cre-
scerne più fìlo tirando da Piimini verso tra-
montana »

Due altri pezzi di antichità si pretende
da alcuni che sieno in Pumini ; il resto di
uno anfiteatro, e i 1 suggesto, sopra cui da
Giulio Cesare dopo valicato il Rubicone fu
arringato Pesercito. L’anfiteatro consiste in
tre archi di cotto, creduti antichi dal fa^
moso Addissono autore di un viaggio d’Ita-
lia. Gli eruditi del paese gli credono con
più verisimiglianza reliquie di un portico
edificato in tempi più vicini a noi. Sopra
il suggesto è poi d’accordo l’Addisson co5
dotti Riminesi, che lo tengono una erudi-
ta impostura. Gli antichi suggesti erano piut«
tosto grandicelìi, acciocchè yi potesse stai*
sopra il capitano dell’ esercito con alctml
V 3 de le*
loading ...