Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 8) — Venezia, 1792 [Cicognara Nr. 3-8]

Seite: 323
DOI Seite: 10.11588/diglit.28028#0331
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l/AR.CHI'TETTtJìlÀ. 3ac5

tratta in quella lettera? della gran quistio--
ne sopra la copertura da farsi, o non da
farsi al pulpito del Teatro olimpico dise^-
gnato dal Palladio, e fìnito dopo la morte
di lui; la quale diyide in sette e più fazio-
ni Vicenza. Desiderano quei signori deli’
Accademia olimpica, che sino dalla prima
instituzion sua si è cotanto distinta nel dar
favore alie arti e alle lettere , d’ intendere
sopra ciò il parer mio, che certo è il mag-
giore onore che far mi potessero. A tal fì*
ne io ho letto e considerato due disserta-
Eioni, che lasciò per me il Temanza insie-
me con la lettera sua; l’una delle quali so-
stiene che s’abbia a coprire il pulpito dei
teatro, el’altra no. Venendo l’una el’al-
tra da due bravi soggetti, uno è tirato in
diversi pareri ; e dopo lette, sì e no nel
capo ti tenzona, coine dice il poeta : sic-
chè io presi il partito di considerar la co-
sa da me medesimo, e il mio parere si ri-
duce a questo. Si tratta di sapere, se la
mente del Palladio fosse di coprire o non
coprire il pulpito del suo teatro, ch’ egli
ha voluto fare all’ imitazione dell’antico .
Disegno del Palladio non c’ è ; che tagliereb-

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