Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 8) — Venezia, 1792 [Cicognara Nr. 3-8]

Seite: 335
DOI Seite: 10.11588/diglit.28028#0343
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facsimile
l’ Architettura. 335
no, il bel Rafsaello ; ecl essi dicono : guar-
da quello schiuma, cruel fìor cli sangue co-
me brillano ; non gli cedono però nel ge-
nere loro quello strainoro quel carbonetto
quel paragone . Ne ho yecluti due pezzi che
pareano due belli lazzaroli : il prezrro lo fa-
ceano di trenta pezze . II coraìlo priina si
taglia in pezzetti quasi dacli? poi si trafo-
ra ; e quindi appiicando i varj pezzetti a
varj canali che sono scavati nella grossezza
di una pietra rotonda che gira, ed ha la
forma di una macina da mulino, si roton-
deggiano . Messi poi in un sacco con po-
mice, e sopra un tavoliere declive rotola-
ti buona pezza e adacquati, pigìiano quel
lustro che dà ìoro l’ultimo pregio e com-
pimento. In Livorno vi sono di tali mani-
fatture più ricche assai; ed una ne ha al-
tresì nel veneziano, che non so come pro-
speri presentemente .

Tra le cose utili di Pisa si Iianno da por-
re certamente i bagni già celebri negli an-
dati tempi. Ho udito clire, che parli di
essi con grandissima lode Ugolino da Mon-
te Catini, che fìorì alla fìne del mille e
trecento ; il Savonarola medico ferrarese ?

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