Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 8) — Venezia, 1792 [Cicognara Nr. 3-8]

Seite: 356
DOI Seite: 10.11588/diglit.28028#0364
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libro rli clisegni di Rembrant, non mi pa-
re avere osservato altra cosa degna clel Mu-
seo .

Una più attenta inspezione però ed una
giusta disamina potrebbe farmene dare un
più maturo giudizio , ajutato a ciò massi-
me da’ lumi de’ professori di quest’ arte ,
che il Re ha al suo servigio, del sig. Silve-
stre , e principalmente del sig. Lorenzo
Mattielli, per cui la Sassonia non inviclia
ora r Italia, e che potrebbesi a gran ragio-
ne chiamare il sacro Fidia ; poichè sicco-
me quegli avea espresso in marmo la n> le-
stà de’suoi dei, così questi ha rappresenta-
to la divinità de’santi, e ci ha fatto me-
diante lo suo scalpello vedere in terra un
raggio del cielo .

JMon crederei già che il Re dovesse ave-
re gran copia di que’disegni che i virtuosi
chiamano studj, come sono teste braccia o
gambe ec. che i pittori fanno per loro stu-
dio prima cli accingersi ad un quadro ; poi-
chè cotali cose convengono più tosto aìlo
studio d’un pittore che ad un Regio Mu-
seo ; ma dovrebbe avere di que’disegni che
sono schizzi di quadri interi , e de’quali

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