Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 8) — Venezia, 1792 [Cicognara Nr. 3-8]

Seite: 363
DOI Seite: 10.11588/diglit.28028#0371
Zitierlink: i
http://digi.ub.uni-heidelberg.de/diglit/algarotti1792bd8/0371
Lizenz: Creative Commons - Namensnennung - Weitergabe unter gleichen Bedingungen
facsimile
365

eìpe Eugenio condusse a ilne tante glorio-
se imprese per via principalmente della sa-
gacità che aveva di conoscere il talento di
ciascuno usfìziale, e sécondo quello impie-
garlo . In tal modo se nella pittura a co-
lui che non sa troppo di notomia, nè che
ha studiato il Torso di Belvedere nè il Lao-
coonte , ma bensì Paolo e Guido , ed ha
acquistato grazia e facilità ne’ panneggia-
menti e nelle pieghe , se a costui, dico ,
si dessero soggetti solamente di personag-
gj vestiti, non v’ ha dubbio che vie meglio
riuscirebbe, che se gli si desse un soggetto
ripieno di nudi . Chi non è signore della
prospettiva lineare non s’impegni in colon-
nati in iscalinate, e molto meno in sosfìtti
e in sotto in su . Rembrant, il quale di-
ceva, clie l’antico da cui studiava erano
vecchj straccj e vecchie armature, sareb-
be riuscito molto male a dipingere la mor-
te cli Germanico , siccome Paolo veronese
non. sarebbe riuscito nella battaglia di Co-
stantino . Guido e FAlbani non potevano
alzare il volo a’soggetti grandi e nervosi,
e Annibale non avea quella mollezza e
quella grazia che a’ teneri per avventura sì

richie-
loading ...