Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 9): Lettere Varie; Parte 1 — Venezia, 1792 [Cicognara Nr. 3-9]

Seite: 51
DOI Seite: 10.11588/diglit.28029#0059
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V A n î E . 51

lô coîi me medesimo » Mi è sommamente
piaciuto , che non sia dispiaciuta a voi
quella voce foglietto collocata là dove ella
è . Molti scrittori crederehbono rimetterci
del suo nel far uso di quelle parole , che
non sono per ancora registrate nel libro
d’oro della lingua . Ma i grandi scrittori
fanno appuzrto come i signori grandi, che
non scrupoleggiano più che tanto sulla ηο-
biltà delle persone da ammettersi in com-
pagnia. Basta che le parole facciano for-
za, immagine viva là dove sono, sieno nic-
chiate come in luogo loro . Quante voci
popolesche e basse non sono usate dal no-
stro poeta dell’altissimo canto II Petrarca
cosi terso e grave non le ha schivate :

Or vivi sï che a Oio ne venga il lezzo ;
In jricciol tempo passci ogni gran pioggia ,
JB sui ancli io alcuna volta in danza .
Rimanetevi in pace , o cari amici :

e Orazio in quella sua nobilissima epistola
ad Augusto vi ha intrecciato le voci truti-
na , nummi, panis secundus , porcus , lo-
culi, asellus , piper, e simili . II Davan-
mti nella storia romana ha legato in oro
D a i ciot”
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