Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 9): Lettere Varie; Parte 1 — Venezia, 1792 [Cicognara Nr. 3-9]

Seite: 59
DOI Seite: 10.11588/diglit.28029#0067
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andar tentone di bel mezzo di . Onde spe-
ro , che tra tand uomini cli gran lunga piîi
dotti tli me a me pure sarà concesso di
mettere , come si dice, IL mio ce/icio in bu-
cato .

Norx hai , quando due giuocano , yeduto
Che quel che sta a yedere ha meglio spesso
Ciô che s’ha a far che il giocator saputo ?

Ma non credo già io , che un fdosofo sia
tenuto a render ragione di ogni particolare
fenomeno che accade in natura ; n 'e tampo-
co ch’ egli abbia a gittarsi in m-are , sicco-
me fece Aristotele , il quale non potendo as-
s-egnar la ragione del flusso e riflusso pro-
nunciô contro di sè medesimo quella fatal
sentenza : Quia te non capio , tu capies
Eie : dove egli fn insieme giudice e reo ,
accusatore ed esecutore . All' incontro Socra-
te, il quale diceva di non saper niente P
fit dall’ oracolo dichiarato il piü sapiente di
tutti gli uomini ,

Ma per tornare a bomba , io tengo per
cosa evidente quanto una dirnostrazion di
Euclide , che la natura Jton opera niente
iu vano : e se, a noi fosse dato di penetra-
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