Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 9): Lettere Varie; Parte 1 — Venezia, 1792 [Cicognara Nr. 3-9]

Seite: 91
DOI Seite: 10.11588/diglit.28029#0099
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Y A R X E . oi.

çlla sa es-ier più conciso ancora e più leg-
giaclro dei testo?

Biondo sï tutto Γ altro era.

Pigliando dal Petrarca quelia leggiadra lo-
cuzione E tutto Valtro ignudo, che egli ca-
vô dal Dante, e forse dal ccetera fulvus di
Orazio. Quanta invidia non si ha da por-
tare a lei, cui i tesori greci e i nostri so-
no aperti egualmente , e sa riconiare l’oro
antico senza lega moderna . Mi par mill’
anni ; che mi giungano gli altri canti di
Omero , che la sua lettera mi promette .
Che non gli ' da fuori ella tutti oramai? So
vi ha un’arte di cancellare, ve ne ha an-
clie una di non cancellar più. Messer Leou
Batista Alberti ne’ suoi libri delia pittura
dice , se ben. mi ricordo , sed in omni re
plus 'velle , auam vel possis vel deceat 9
perlinacis est ingenii, non düigentis. II no-
stro severissirno Bressani (1) mi scrive rni~
rabilia degli uitimi suoi canti di Ornero y
cosa che a rne per altro non riesce nuo^
va . Yeramente una bellissima prova ella

fa

(i) Abate Bressani letterato padovano .
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