Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 9): Lettere Varie; Parte 1 — Venezia, 1792 [Cicognara Nr. 3-9]

Seite: 102
DOI Seite: 10.11588/diglit.28029#0110
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1011 L E T T E Ά E

me, e i'arte piratica in mare ; altra è
dere i medesimi efsetti coi pensiero in ten>
pi per loro natura quieti e tranquilli ; ©
di qui forse quel fuoco poetico di Ome*
ro, che splende illumina arde verainente *
e non è cosi vivo in Virgilio . Ancora peir
quanti sforzi faccia un poeta di trasferirsî
con la immaginativa a’ costumi di tempi
iontani da’suoi, e di nazioni forestiere, si
troverà finalmente nel suo poema l’uomo
della sua nazione e del suo secolo. E non
pare a voi, che i Greci di Virgilio abbia-
no non so che di piu magnifico, cbe norî
han quelli di Omero, benchè sien gli stes-
si? Sentono della grandezza romana: e non
inaraviglia, se le istesse selve di Virgilio do“
veano esser degne di un. consolo . E Pli-
nio il giovine , che voiea farla da Marco
Tullio , non è egli un maestro di scher-
ma , e Γ altro un legionario verarnente ?
Tanto la servitù e la libertà vengono di-
vtersiflcando , non ch’altro , le produzioni
dell’ ingegno. E a’ di nostri la sola nazio--
ne, dove sia vera eloquenza , è la nazio-
ne inglese : ed è pur la sola che faccia
parlare i Romani sul teatro yeramente da

Ro-
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