Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 9): Lettere Varie; Parte 1 — Venezia, 1792 [Cicognara Nr. 3-9]

Seite: 111
DOI Seite: 10.11588/diglit.28029#0119
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YaRîÊ. 2 1 î

tella traduzione sua, che dalla più perfet-
ta ragione , non dal cûso , è nata la più
bell’ opra dell’ingegno umano in fatto di
poesia . II Salvini anch’ esso ha volgarizzato
Omero , egli è-vero; ma si potrebbe an-
che dire , che aon lo abbia reso volgare .
Troppo dura è tenuta la versione di lui,
ributta chi vi si accosta , non si fa legge-
re : e quanto alla perspicuità, la qualità
principalissima di tutte nello stile , io ho
udito dire , che gli convenne più di una
volta , per intendere il suo proprio italia-
no, rieorrere al testo greco . In alcuni luo-
ghi pare che troppo servilmente stia attac-
cato airoriginale , e se ne discosti in alcu-
ni altri con troppa lîcenziosità. Qua si di-
rebbe che vuol quasi lucidare Omero, e
ià che ne perda il contorno .

Uno esempio del lucidare non si trova
egli , sUo non erro , sul bel principio no
primi due yersi,

MVùo «etTê , Gex , ΠyXi/i'dbίω Kyj\{/c-n
Oύκομίνην etc,

Lo sdegno canta del Pelide Achille,

O jDea , funesto etc,

do^
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