Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 9): Lettere Varie; Parte 1 — Venezia, 1792 [Cicognara Nr. 3-9]

Seite: 151
DOI Seite: 10.11588/diglit.28029#0159
Zitierlink: i
http://digi.ub.uni-heidelberg.de/diglit/algarotti1792bd9/0159
Lizenz: Creative Commons - Namensnennung - Weitergabe unter gleichen Bedingungen
facsimile
■V Α Ά 1 E * 1 51

Nνκτοί vh 'irà.iYii , ίπχνζαη ύΐαματχ ττρώι ·

“ϊίμιαν ·η/ί àp'/jis συν Ait' Κ«Γσ«/» £_χ« ,

La conclusione però si è , che sarebbe rm
tentare Apollo a voìer tradurre verso per
verso ; ed è impresa pueriìe . Per una vol*
ta clie s’ incontri , ia si sgarrerà più di
mille. Ghi potrebbe mai rendere in un
yerso solo quello di Ovidio,

Mars 'Videt hanc, 'visamque cupii, potitur-
que cupità ;

oppure quello di Persio ?

Vvve memor lethi ; fugit hora ; hoc quod
loquor inde est ?

Forse gPInglesi con que’loro tanti mono-
silìabi , con quelle loro contrazioni , con
quelle ìoro elissi. Forse lei, signor Dotto-
re , se ci è via in italiano , a cui ìe Mu-
se han fatto cosx gran parte de’loro tesori.
Fatto sta , che del soìo hoc quod loquor in-
de est il preciso Boileau ne ha formato un
verso intero ,

Le moment où je parle est deja loin de moi
Ella mi ami 9 e rni creda .

K 4
loading ...