Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 9): Lettere Varie; Parte 1 — Venezia, 1792 [Cicognara Nr. 3-9]

Seite: 162
DOI Seite: 10.11588/diglit.28029#0170
Zitierlink: i
http://digi.ub.uni-heidelberg.de/diglit/algarotti1792bd9/0170
Lizenz: Creative Commons - Namensnennung - Weitergabe unter gleichen Bedingungen
facsimile
ï6s L E T T E R E

E yeramente catulliano è l’epitafilo, ch’ei
fece al suo cane :

JSil tibi non tribuit dominus, Bembine catelie,
A quo nomen habes, et tumulum, etlacrymas,

Ma lasciando stare i morti ne’loro sepol-
cri, io vi renderô volentieri conto di me,
che grazie a Dio sono tra’vivi ; e già spe-
ro che per solo amor di me , e non per
bisogno che ne abbiate, mi si domandi da
voi di quali farmachi io faccia uso a cor-
rezione del mio stomaco . Provai anch’io
le gocce , e le polverine alla moda, delle
quali anche qui ve n’ è un morbo ; che
troppo piacerebbe fare in ogni cosa le sue
vogîie, e saldar poi le partite con una car-
tolina . Ma mi convenne di poi aver ricoi^
so alîe sentenze più strette della dietetica.
Mi ricordai aver letto , credo negli scritti
del nostro Beccari, che abstineri cibis , et
impigrum esse ad laborem sono le vecchie
regole dello star sano , con un! altra rego-
luzza che , dicono le donne, è troppo be·*
îie osservata da’ mariti. Posi adunque tutti
i ricettarj sotto la seîla di un cavalîo, e
da qualche texnpo in qua cavalco un pajo

4’ ore
loading ...