Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 9): Lettere Varie; Parte 1 — Venezia, 1792 [Cicognara Nr. 3-9]

Seite: 167
DOI Seite: 10.11588/diglit.28029#0175
Zitierlink: i
http://digi.ub.uni-heidelberg.de/diglit/algarotti1792bd9/0175
Lizenz: Creative Commons - Namensnennung - Weitergabe unter gleichen Bedingungen
facsimile
V A R I E . 167

dei ritratti cìi terra o di cera assai somi-
glianti al naturale . E non credete yoi, che
molto cliligente egli esser dovesse , anzi scru-
poloso nei fmire e nel ritoccarne alcuni ?
Fu fatto prova di farlo lavorare al bujo ,
per chiarirsi che non vi fosse inganno ; e
iion ce n’era. Ma senza mendicare esem-
pj del tempo passato ; pochi anni sono ci
fu in Inghiiterra quel prodigio dei Sander-
sono , che coipa il vajuolo rimaso privo af*
satto deila vista da bambino > non si ricor-
dava di aver veduto mai iume ; sicchè puô
reputarsi per cieco nato . Costui non aven-
do altra iciea dei raggi che di fascetti di
iinee rette eterogenee, divergenti da cia»
scun punto del corpo luminoso, e che ab-
battendosi in altri corpi rissettono, rifran-
gono e diffrangono con tali e taii leggi >,
ragionava profondamente di ottica, e la
spiegava in ccttedra quanto un altro Neu*
tono , a cui era succeduto nello studio di
Cambrigia. Contro aîla opinione de’meglio
veggenti tra noi egli dava una soluzione del
famoso probiema di ottica proposto dal Mo-
lineux, e che si legge nel Lockio. Si cer-
ca, come ben vi ricorderete, se un cieco
L 4 nato ;
loading ...