Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 9): Lettere Varie; Parte 1 — Venezia, 1792 [Cicognara Nr. 3-9]

Seite: 227
DOI Seite: 10.11588/diglit.28029#0235
Zitierlink: i
http://digi.ub.uni-heidelberg.de/diglit/algarotti1792bd9/0235
Lizenz: Creative Commons - Namensnennung - Weitergabe unter gleichen Bedingungen
facsimile
V A ïl I £ . Ù,2f

avreLbe quasi da vincere la invidia stessa,
non che altrui. L’Attilio Regolo è pretto
rornano dal capo aîîe piante ; non vi ha in-
zeppamento di amoretti e di frasche alla
moderna ; e ciascuno il vede veramente m-
ter mœrentes amicos egregium properare exu-
iem .

Non so già io_, se i Francesi tasseranno
a questa volta il Metastasio di non si fare
scrupolo di appropriarsi le maggiori bellez-
ze delle loro tragedie. Ren so che Prado-
ne autore del Regolo francese, tragedia as-
sai tra loro reputata, come sapete, pone
nel campo romano dinanzi a Cartagine, che
è la scena delFazione , la innamorata di
Regolo con quello che va insieme ; e nel
proemio chiede perdono al lettore di es-
sere stato nella composizion sua troppo scar-
so di amori.

Ma chi non dovria credere che i Fran-
cesi, che vanno facendo ad altrui il pro-
eesso di plagiato , esser non dovessero egli-
no stessi di tal pece nettissimi? E pure se
ne sieno tinti la parte loro Dio il sa. II
gran Cornelio non ha egli. tolto di peso dal-
lo spagnuolo il Mentüore, ed il Cid? Eaci-

P 2, ne
loading ...