Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 9): Lettere Varie; Parte 1 — Venezia, 1792 [Cicognara Nr. 3-9]

Seite: 248
DOI Seite: 10.11588/diglit.28029#0256
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sottile, e ne formava un foco lineale, il
quale levava incendio in tutta la sua lun-
ghezza, o almeno in buona parte di essa ;
che è quanto fa di mestieri. Quel cannon-
cino di lume, che vibra lo specchietto,
metterà il fuoco ; anzi a guisa di trapano ,
dice ii Cavalieri, dovrà traforare quelle ma-
terie combustibili che incontrerà . La cosa,
a vero dire, è ingegnosissima ; ed è ua
peccato , che la materia sia tanto ritrosa a
corrispondere alle teorie cle’matematici. A
questa in particolare alcune obbiezioni si
possono muovere . Ma la principale si è ,
che il picciolo solido riceverebbe i raggi
dei sole tanto concentrati e ristretti insie-
me, che in luogo di levare incendio dalîa
lungi rimandandoli, verrebbe esso stesso ad
essere offeso e liquesatto quasi in un subi-
to . In somma neli’atto del tirare crepa il
pezzo di artiglieria, E lo stesso è da dirsi
di altri somiglianti arlificj ; per esempio chi
in luogo del solido parabolico vi ponesse
iin piccioio anello, il cui soco coincidesse
con quelio deilo specchio ; ovveramente se
ino servir si voìesse di due aneili parabo-

lici
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