Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 9): Lettere Varie; Parte 1 — Venezia, 1792 [Cicognara Nr. 3-9]

Seite: 252
DOI Seite: 10.11588/diglit.28029#0260
Zitierlink: i
http://digi.ub.uni-heidelberg.de/diglit/algarotti1792bd9/0260
Lizenz: Creative Commons - Namensnennung - Weitergabe unter gleichen Bedingungen
facsimile
sSz L E ψ T Ë R E

co. E non maraviglia, che voi copioso ecl
ampio, come ü vostro Cicerone, abbiate
giudicato alcune mie cose horridula, come
a lui, parevauo queile del suo Attico .

Dam vitant stulti vitia, in contraria curruni,

direte voi tra voi medesimo „ Che volete
farci? Cosi è; h'abes confitentem reum. Quan-
te vibrazioni non sa un pendolo di qua e
di ià dei suo centro, dirô cosi, prima che
vi si acqueti ! Credo sinalmente essermi una
volta ferinato anch’io, avendo procurato d’
imitare i vostri Caracci, e voi medesimo,
che d’ogni cosa avete saputo cogliere il pin
bel ilore .

Ma non è cosi leggieri impresa saper fa-
re da pecchia. Feîici gli scrittori romani,
i q.uali aveano solamente innanzi gli auto-
rigreci, regolo deila naturaiezza nello scri-
vere, e corret'tivo della fantasia . Non po-
teano mettere piede in sailo dietro a siini-
li guide. Noi abbiamo i greci- da studiare
ancor noi ; ma da noi si hanno anche da
studiare gli scrittori romani, che in gene-
rale sono un po’manierati in comparazione
di quelli. Pare, che Catuilo Giulio Cesara

ed
loading ...