Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 9): Lettere Varie; Parte 1 — Venezia, 1792 [Cicognara Nr. 3-9]

Seite: 269
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V A R I Έ . 269

tizia nella vita privata. Non è già cosi dei
nostri : e ponghiarao che coll’andar del tem-
po si estinguesse ia nostra lingua italiana P
come avvenuto è della latina, e con essa
rimanessero abolite le nostre usanze e il
sistema di cose , che regna presentemente ?
qual vestigio qual segno ne troverebbono
ne’nostri poeti italiani coloro, che per ap=>
prendere la nostra lingua gli leggessero , co-
301e noi per apprender la iatina leggiamo i
Romani? Niuno per certo . Talmente noi,
colpa un faiso concetto, che ci siamo for-
mati in mente delia imitazione, parliamo
con la testa e con la bocca aitrui. Nora
si piglia da noi ad imitar l’andamento de-
gliantichi, ma si copiano, dirô cosi, i io-
ro medesîmi passi. Si ridicono le cose rae-
desime , che e’dicevan essi ; le quaii anda»
vano a maravigiia nel sistema della loro re-
îigione e poiitica, e sono posticcie e pedan-
tesche nel nostro . II voler persuadere 1©
donne di oggigiorno per via di ieggende ri-
cavate da Ovidio o da Properzio , non sareb-
be egli lo stesso che il voler incoraggire i
nostri soldati cogii esempj della giornata
del lago Piegillo, o deiie Termopde? E di

■qui
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