Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 9): Lettere Varie; Parte 1 — Venezia, 1792 [Cicognara Nr. 3-9]

Seite: 274
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sy4 L E T T E R E

piam pure anco prevenzione. Ma io vi di-
lô che non solo io credo che egli lo ab»
hia uguagliato ; ma in alcuni luoghi miglio-
rato eziandio. Oh qui si che voi farete le
snaraviglie più che mai. La cosa per aîtro
è pur cosx. Nè già voi potete credere che
cìò venga da meno alto concetto che io
abbia di Orazio. Voi sapete ch’egli è il
mio poeta il mio studio e la mia delizia,
e che io lo rivolgo manu diurna et noctur-
na. Ed io ardirei dire che Orazio e Vir-
gilio essi due soli possono far fronte ai poe-
ti della Grecia tutti insieme . Ma questi so»
îio prolegomeni \ yenghiamo al fatto . Nel-
la divina pistola Cum tot sustineas ec. di-
ce Orazio :

Urit enijn fulgore suo, qui prægravat artes

Infra se positas , extinctus amabitur idem .

Ora io non so se Orazio scriptorum quceque
retexens non avesse ripreso in mano que-
sto luogo, e non lo avesse rimesso su l’in-
cude . Parmi che il suo Quintilio non gîi
avesse dovuto lasciar correre questo accoz-
zamento di due metafore pugnanti, dirô
çosi, insieme , urere e prcegravare . Voi

ben
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