Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 9): Lettere Varie; Parte 1 — Venezia, 1792 [Cicognara Nr. 3-9]

Seite: 360
DOI Seite: 10.11588/diglit.28029#0368
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ne sensibile ; e pare che no. Quelie mao
chie, che si dicono i mari dellaluna, so-
no grancli cavità, bassi terreni, anzichè ri-·
cettacoli d' acqua . La luna è corpo com-
pattissimo, più denso che non è ii nostro
globo, come al Neutono io mostrarono le
altezze delle maree ; donde pochissima ha
da essere la evaporazione. Non può dun-
que esser cinta che da una atmosfera som»
mamente temie , di assaissimo pin rara,
che non è la nostra aria : talchè nè i no-
stri polmoni vi potrebbero respirar dentro,
nè la luce vi riceve alterazione alcuna sen-
sibile .

E che sia cosi lo mostrano le stelle, che
nelle occultazioni per avvicinarsi alForlo
della luna non illanguidiscon punto di su
me ; lo mostrano i pianeti, come Marte,
il quale benchè tagliato dalla luna rimane
nè più nè meno cosi rossigno , come egli
è quando da essa è lontano »

Nè già al sottilissimo Eulero erano iguo.
te tali cose. Ma egli nella filosofia con tut-
ta quanta la sua matematica è geniale Fran»
cese, dirò così. Non ebbe difsicoltà di por»
re il lume neH!ondeggiamento delFetere»

A un,
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