Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 9): Lettere Varie; Parte 1 — Venezia, 1792 [Cicognara Nr. 3-9]

Seite: 361
DOI Seite: 10.11588/diglit.28029#0369
Zitierlink: i
http://digi.ub.uni-heidelberg.de/diglit/algarotti1792bd9/0369
Lizenz: Creative Commons - Namensnennung - Weitergabe unter gleichen Bedingungen
facsimile
V A R I É » S6l

 un bisogno non sarebbe nemico de’vor*
tici. E già ella saprà, che la disfrazione
|a vorrebbono pur ridurre i Francesi ad
una semplice refrazione, e scansarsi ii pîu
che possono dalla attrazione, una delle on-
te del secolo, come la chiamava Fontenel-
!e : e il celebre monsieur de Mairan nella
lunga sua memoria sopra la disfrazione fa
moltissimo giocare leatmosfere, delle qua*
ü è rivestito ciascun corpicciüolo ; le divi-
de in var] strati più e meno densi ; vuole
in somma, che i raggi, che rasentano i
corpi, non siano altrimenti difsratti, ma
refratti realmente ; ritenuto dall’amor na-
zionale , dal cartesianismo , per quanto e’sen-
îasi attratto dalle dimostrazioni neutoniane »

E cosi non ebbe l’Eulero uno scrupolo
al mondo di far giocare l’atmosfera della
luna nello ecclissi del quarantotto . Egli fran-
carnente lasuppone ; e quindi si mette nel
pelago de’suoi calcoli, e definisce, non ch'
altro, in quale proporzion-e stia la densità
sua alla densità della nostra.

Chi opponesse a tali hlosofi le sperienze
prese dal dell’Isle, dal de la Hire, e pri-
ma di loro dallo Stancari, e che sono re«-

&
loading ...