Algarotti, Francesco  ; Algarotti, Francesco   [Hrsg.]
Opere Del Conte Algarotti (Band 10) — Venezia, 1794 [Cicognara Nr. 3-10]

Seite: 7
DOI Seite: 10.11588/diglit.28030#0015
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V A R I E . 7

iiima ombra di afsettazione ; e ben egli
meritò quella lode che gli fu data

Non osfehde gli orecchi della gente
Colle lascivie del parlar Toscano
Unquanco , guari, mai sempre, o sovente *

E questi nostri si credono essere i più
grandi scrittori, quando han posto in una
loro scrittura una o due di queste lascivie ;
come credono esser bernieschi, quando in
un loro capitolo ci sia un pajo di carica-
ture. Chi può leggere in effetto il Mauro
il Caporali il Faggiuoli dopo il Berni? O
imitatores ! II Casa per avventura si lascia
ieggere. Ma quei suoi versi non sono egli-
no troppo belli, troppo pettinati, e ben
lontani dalla "Teiice sprezzatura del Canoni-
co? Mi avete toccato l’ugola, caro il mio
signor Giampietro , parlandomi di questo
buon prete, ch’io volentieri corono, e mi-
trio sopra ii coro de’poeti della sua età :
mi avete messo in un discorso, ch’ io non
la finirei più . Ma che potrei io dirvi in
questo particolare, che nol sappiate assai
meglio di me ? Continuate a mangiare di

A 4 cosi
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