Algarotti, Francesco  ; Algarotti, Francesco   [Hrsg.]
Opere Del Conte Algarotti (Band 10) — Venezia, 1794 [Cicognara Nr. 3-10]

Seite: 10
DOI Seite: 10.11588/diglit.28030#0018
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îo Letter.ï;

curo sarebbe anche piaciuta a monsignor
lo Arcivescovo ; e quivi ho appreso ; ch’el-
la si è messo colle mani e coi piedi die*
tro alla îingua ingîese. Quai progressi non
debbe ella averci fatto, poichè in pochi me-
si ella si è ridotto a tradur Pope? Questo
è l’andare degli dei i quali, come dice
Omero, dopo aver fatto tre o quattro pas-
si hanno aggiunto i confini dell’universo.
Ella incomincia veramente donde finireb-
bero gli altri.

II giudizio ch’ella reca di Pope è giustis-
siino . Egli pecca di troppo sangue, come
si esprime egli stesso, parlando di quegli
autori che hanno troppo ingegno :

For TVorks may have more wit, than
doe's em good,

As bodies perish thro' excess of blood«

Non dà tempo al lettore, non gli dà so-
sta, ammonzicchia pensieri sopra pensieri,
iminagini sopra immagini. Le sue poesie,
rnassimainente legiovanili, rassomigliano a
quelle architetture , in cui tutti i meinbret-
ti sono intagliati, senza che tra mezzo ve>
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