Algarotti, Francesco  ; Algarotti, Francesco   [Hrsg.]
Opere Del Conte Algarotti (Band 10) — Venezia, 1794 [Cicognara Nr. 3-10]

Seite: 16
DOI Seite: 10.11588/diglit.28030#0024
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iS Lettere

e similt altre. Molto meno, dicon essi,
dovrebbesi ciò intendere del modo di es-
primer le cose dello stile medesimo . L’im
poeta è nitido puro scelto, e porta nella
sua espressione la impronta della magnifì-
cenzaromana; l’altro è robusto bensi, pie-
no di cose, leggiadre anche talvolta, ma
scuro assai sovente , duro , tinto della pece
di un’età gotica per ancora. Qual parago
ne si può egli fare dell’uno all’altro stile?

Ella si aspettava, sig. Marchese, a tro-
vare la soluzione di un tal nodo nella di-
fesa che ha fatto di Dante il signor conte
Gozzi ; e 1 à singolarmente dove mostra , che
dal sesto dell’Eneide sono ricavati 1’ar^o-
mento e la divisione della divina Comme»
dia . Si aspettava ella adunque, che come
la materia, cosi anche a mostrar si venis-
se, che dallo stesso suo autore Yirgilio ri-
traesse Dante e togliesse in certo modo la
forma . Ma niente di questo. Ora quello
che non ha fatto il Gozzi, vorrebb’ella il
Gacess’io. Se bene io sia per ben riuscirvi
non so ; in brevi parole il farò certamente .

Ut pictura puesis. Orazio che ha fat-to
tal c.omparazione, e non fu il primo, l’ha

spinta
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