Algarotti, Francesco  ; Algarotti, Francesco   [Hrsg.]
Opere Del Conte Algarotti (Band 10) — Venezia, 1794 [Cicognara Nr. 3-10]

Seite: 17
DOI Seite: 10.11588/diglit.28030#0025
Zitierlink: i
http://digi.ub.uni-heidelberg.de/diglit/algarotti1794bd10/0025
Lizenz: Creative Commons - Namensnennung - Weitergabe unter gleichen Bedingungen
facsimile
V A R I E .

spinta tanto avanti, che vuole, che per le
eomposizioni poetiehe ci sia il suo lume ©
il suo punto di vedusa, come per li quadri

.... c/uce : si propius stes

Te capiet magis : et qucedam si longius
abstes.

Hcec am.at obscurum, volet hœc sub luce
videri,

La riflessione potea forse parere ai piu so-
verchiamente fìna : ma certo non potrà se
non parere a tutti verissimo il dire , che
come ci sono più maniere di dipingere,
cosl ancora di poetare . L’una è minuta,
lavorata di mezze tinte, Jfinita con l’ani-
ma : e tale in pittura è la maniera di Lio-
nardo da Yinci dell’Olbenio del Bellini ; 1’
altra risoluta, franca, a’tocchi, come quel-
la del Bassano di Rubens del Tintoretto :
fra le quali due estreme se ne trovano in-
finite altre variaraente temperate , e che
tengono più di questa che di quella . Lo
stesso nella poesia, in cui oceupano i du©
estremi Omero e Yirgilio, Lionardo I’uno,
1’altro il Tintoretto . Sono amendue eviden-
Toî X. B tis-
loading ...