Algarotti, Francesco  ; Algarotti, Francesco   [Hrsg.]
Opere Del Conte Algarotti (Band 10) — Venezia, 1794 [Cicognara Nr. 3-10]

Seite: 18
DOI Seite: 10.11588/diglit.28030#0026
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i8 Lettere

tissimi, ma vanno alPevidenza per difseren-
te cammino ; quelio ponendo dinanzi gli
occhi co’termini i più vivi le particolarità
più notabili della cosa, e il più delle vol-
te fermandovisi sopra assai lungamente; que-
sto scegliendo quella particolarità principa-
lissima, che le altre in certo modo com-
prende, che caratterizza la cosa medesima,
e uscendo in qualche metafora che anima
ii suo dire di calore e di vita. Si appigliò
Dante , spirito hero e bizzarro , a quest’ ul*
tima maniera, che in quattro pennellate ti
forma una hgura ; laddove il Pulci nel Mor-
gante si diede alla maniera più dolce e più
Lnita di Omero. Ed ecco come Dante toL
se da Yirgilio

Lo bello stile che gli ha fatto onore.

Egli è virgiliano a quel modo che Rubens
si può dir nella maniera bassanesco ; quan-
tunque la storia di Decio da lui dipinta
nulla certamente, nè quanto al disegno nè
quanto al colorito o all’invenzione , abbia
che fare colle stagioni, o con l’arca di Noè
dipinta e ridipinta da Jacopo Bassano , da
Eeandro, e da tutta la famiglia de Bassa-
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