Algarotti, Francesco  ; Algarotti, Francesco   [Hrsg.]
Opere Del Conte Algarotti (Band 10) — Venezia, 1794 [Cicognara Nr. 3-10]

Seite: 23
DOI Seite: 10.11588/diglit.28030#0031
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Y A R I E . US

Ferte citi ferrum, date tela , scandite muros ;

Devenere locos lcetos, et amcena vireta
Fortunatorum nemorum , sedesque beatas ,

si potessero contrapporre quei versi :

Tal cadde a terra la fiera crudele;

Come per acqua cupa cosa grave ;

Sorgono innumerabili faville

.... lasciai la riva,

Prendendo la campagna lento lento
Su per lo suol, che d' ogni parte oliva
Un aura dolce senza mutamento.

Aggiugnesi aquesto, che niun poeta fu
piu versato in tutti i sistemi della filoso-
fia, in ogni sorta di scienza, quanto Yir-
gilio : la qual sua dottrina egli venne arti-
fiziosamente impastando, adircosi, ne’suoi
versi, che ne rendono ancora un cosi gra-
to odore. E forse non poco contribui anch*
essa a rendergli eterni: che certo mirabil-
mente conserva le scritture il sale della sa-
jpienza. Ma chi sa queste cose meglio di

B 4 lei,
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