Algarotti, Francesco  ; Algarotti, Francesco   [Hrsg.]
Opere Del Conte Algarotti (Band 10) — Venezia, 1794 [Cicognara Nr. 3-10]

Seite: 25
DOI Seite: 10.11588/diglit.28030#0033
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V A R i E .

Virgilio; delle quali scienze ha yoluto con-
dire anch’esso, e quasi imbalsamare i suoi
versi. Ma quel balsamo sembra ad alcuni
gittato a mani troppo piene, ed anche ave-
re, più che non faria mestieri, del vieto e
del rancido. Se non che non ebbe in ciò
colpa niuna il nostro poeta, mentre le dro-
ghe ch’egli avea alle mani nè cosi odoro-
se sono nè cosi saporite, come erano quel-
le diVirgilio. Perchè chi vorrà mai dire,
che i sistemi di Epicuro e di Pitagora non
sieno alla fantasia più ridenti, che gli ac*
cidenti non sono e le qualità degli scola-
stici; ovvero che l’antica mitologia non sia
più poetica di assai delle sottigliezze teolo-
giche ?

Ecco adunque, se io non erro, in qual
maniera si potria dire, che lo stile della
Commedia è formato allo specchio di Vir-
gilio, di cui Dante cercò sempre lo bel vo-
lume ; allo specchio di cpxQÌY aha tragedia,
ch' ei sapeva tutta quanta .

Se io abbia colto nel vero, ella, signor
Marchese, potrà meglio giudicarne di qua-
lunque altro . Quanto a me mi sarà sem-
pre piaciuto ubbidirla, dicendole sopra ciò,

con-
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