Algarotti, Francesco  ; Algarotti, Francesco   [Hrsg.]
Opere Del Conte Algarotti (Band 10) — Venezia, 1794 [Cicognara Nr. 3-10]

Seite: 27
DOI Seite: 10.11588/diglit.28030#0035
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V A R I E . 27

acremente impugnate. II più fermo incon-
tro alle dimostrazioni del vero , il più in-
vulnerabile, dirò cosi, era il conte Piizzet-
ti. Si sarebbe detto, ch’ egii era fatato con-
tro ad ogni sorta d’ arme, ch’usar poteva
la ragione. Dopo avere rigettate nell’otti-
ca le dottrine inglesi, sopra quali fonda-
menti Iddio lo sa , volle mettere in cam-
po non so qual sistema del suo. La varie-
tk dei colori non ha secondo lui altra ori-
gine che dalle varie relazioni, in cui sono
tra loro il chiaro e l’oscuro, e 1’oscuro e
il chiaro, o sia da varj velamenti che l’uno
fa all’altro , e 1’ altro all’ uno . Ora per ispie-
gare il primo, dirò così, e più semplice
fenomeno nell’ottica, Ia immagine del so-
le, che refrange il prisma nella stanza bu-
ja, gli è forza ricorrere alle immaginazio-
ni le più strane e le più composte. Per
non volere ammettere la varia refrangibili-
tà delNeutono, gli conyiene appigliarsi al-
la dispersione del Grimaldi. E più gli con-
vien dire quello a che altri non si sareb-
be mai aspettato ; e ciò è, che non una
ma due sieno veramente le immagini che
forma il prisma. Una è del sole, l’altra

è del
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