Algarotti, Francesco  ; Algarotti, Francesco   [Hrsg.]
Opere Del Conte Algarotti (Band 10) — Venezia, 1794 [Cicognara Nr. 3-10]

Seite: 28
DOI Seite: 10.11588/diglit.28030#0036
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z8 L E T T E R E

è del cieîo, che è da’lati di esso sole .
Questa è lucidissima ? nou cosi quella ; I’una
fa velamento all’altra; e secondo le varie
sue relazioni del chiaro all’oscuro egli va
sporcando la carta, su cui si ricevono i
raggi refratti dal prisma, di rosso di azzur-
ro di verde, e degli altri colori prismati-
ci. Senza voìere entrare nelle particolarità
di si fatta spiegazione, fu chi gli oppose,
che se altri adunque potesse far in modo ,
che i raggi del cielo non arrivassero a da-
re sul prisma, già dovrebbero secondo la
teoria medesiina svanire asfatto i colori di
esso prisma; che ben ella vede^ come al-
lora non ci sono più relazioni del chiaro
all’oscuro, non ci è più velamento di sor-
te alcuna. Ciò si può ottener per tal via.
Si collochi a molti passi dal pertugio del-
la stanza buja un cartone con un picciol
traforo , sicchè ai fascetto di raggi solari,
che entra per ii pertugio, egli non dia il
passo che a quei di mezzo ; e il prisma sia
collocato dopo il cartone. Ailora tanto è
lontano, che il prisma riceva nessun rag-»
gio del cielo in compagnia dei raggi del
sole, onde gli uni possano far velamento

agli
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