Algarotti, Francesco  ; Algarotti, Francesco   [Hrsg.]
Opere Del Conte Algarotti (Band 10) — Venezia, 1794 [Cicognara Nr. 3-10]

Seite: 45
DOI Seite: 10.11588/diglit.28030#0053
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I E .

V A R I E . 4^

slrae vivande, e de’pra squisiti e saporo-
sicibi. Si spreraerebbono a un bisogno più
voluini da quel libretto; a quel modo, che
si ricaverebber più opere in musica da quel-
la famosa cantata di Marcello, in cui vie-
ne cosi dottaraente espresso il vaticinio di
Cassandra.

Con quale sagacità non sa egli tener die-
tro agli sviluppamenti varj delle urnane fa-
coltà ne'difserenti stati della società civile?
incominciando dalla durezza primitiva, e
andando per tutti i gradi di mezzo sino al-
la ultima dissolutezza, agli appetiti alle pas-
sioni, che quindi manifestar si debbono di
mano in mano, ai sistemi di morale, che
ne debbon sorgere ? Quali analisi non sa
egli fare dei principj di qualunque scuola,
e degli ingredienti, ch’entrano nel carat-
tere degli àntichi fìlosofi? Niente parmi che
possa esser paragonato a quello scritto, fuor-
chè la dissertazione del metodo, in cui quel
grande ingegno dei Cartesio spazia cosi ar*
dito, e sicuro vola sopra lo scibile .

A guisa di bravo ingegnero considera lo
Stellini dalle maggiori altezze il sottoposto
paese, e ne leva mirabilmente la pianta.
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