Algarotti, Francesco  ; Algarotti, Francesco   [Hrsg.]
Opere Del Conte Algarotti (Band 10) — Venezia, 1794 [Cicognara Nr. 3-10]

Seite: 46
DOI Seite: 10.11588/diglit.28030#0054
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46 L E T T E R Ê

Leggendo quel iibretto vi vedrà in pochî
tratti la mappa della Iliade, che è, quasi
direi, una cosi gran provincia nel rnondo-
letterario , Siccome Omero dipinse la natu-
ra dellecose, che fluisce equabilmente, e
sta sempre di un modo, cosi anche dipin-
se i costunri, che patiscono alterazione, e
sono soggetti a mutamento. La grandissi-
na vax'ietà ioro, quale si manifesta succes-
sivamente, dice il moderno filosofo, nella-
lunghezza dei teinpi, la riuni l’antico poe-
ta in imteinpo solo; acciocchè dal conflit-
to di costumi tra sè differentissimi r avve-
nimenti ne nascessero il più che si potes-
se inaspettati e maravigliosi. Espresse adun-
que ne'prinoipali eroi del suo poema i pro-
gressi, e quasi le rivoluzioni delle umane
facoltà dallo stato primo della società civi-
le sino als ultirno . Per tacere della feroci-
tà propria delle fiere attribuita a Polifemo „
Achille è il tipo di un invitto valore, e di
colui che soltanto ripone

Tn sua spada sua iegge, e sua ragione .

In Ulisse è hgurata l’astuzia accompagna-
ta. dalla violenza, in Nestore la prudenza

dalla
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