Algarotti, Francesco  ; Algarotti, Francesco   [Hrsg.]
Opere Del Conte Algarotti (Band 10) — Venezia, 1794 [Cicognara Nr. 3-10]

Seite: 52
DOI Seite: 10.11588/diglit.28030#0060
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5z LeTTERE

tutto che lo inguaina conviene spogliarlo ,
e questa venivasi raschiando via via con un
coltello. Dopo alquanto raschiare, a chi
pareva denudato il tendine, a chi no ; e
taluno diceva a’garzoni, coine Peronella al
raarito suo nel doglio : radi quivi e quivi
ed anche colci, e vedine qui rimaso un mi~
colino . Con tali preparativi, dopo lasciato,
come siconveniva, tranquillo I’animale per
qualche tempo , si pungeva con Pago il ten>
dine, o si stuzzicava co’caustici, e l’ani-
male ora dava segno di sentire , ed ora
no . Hegistravasi. Scorso da me il taccui-
no , ci osservai una mano di sperienze in
favore dell’Hallero, e una mano in contra-
rio . Vista tanta varietà di evento in cosa
che ha pur da essere costante, non mi po-
tei contenere di non lasciar trasparire un
qualche sospetto. La natura ora non fa di
un modo , ora di un altro . Oggi non è car«
tesiana, dimani neutoniana. E vedendo co-
me pur conchiudeasi contro all’Hallero,
non mi contenni dal dire, che, atteso la
somma diffìcoltà nell’esser sicuro del pun-
ger il solo tendine, la somma delicatezza
delle sperienze, era piuttosto forza pende*


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