Algarotti, Francesco  ; Algarotti, Francesco   [Hrsg.]
Opere Del Conte Algarotti (Band 10) — Venezia, 1794 [Cicognara Nr. 3-10]

Seite: 53
DOI Seite: 10.11588/diglit.28030#0061
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facsimile
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re dallato deH’Hallero > per poclie che riu-
'scissero . In fatti chi non accuserà piutto-
sto la imperfezione della macchina ; che la
verità della teoria sopra la curva che de-
scrivono i projetti, se la palla d’ avorio ca-
dente dal piano inclinato non infilza cosi
per appuuto, ogni volta cbe si fa 1’espe-
rienza, gli anelli della parabola? Due vol-
te che il faccia in sei, prova assai meglio
che le quattro che nol fa. Senza che nel-
lo stato di tormento, in cui è l’animale
xnesso in croce, mezzo scorticato> non è
maraviglia che talvolta gridi > quando anche
si ferisca una parte, che per sè non sia
sensibile. Ciò può avvenire per un risalto
di dolore che facciasi nella peile, che per
iscoprire il raedesimo tendine è convenu-
to tagliare . Ma se in tale stato si ficchi un
ago nel tendine , e l’animale non dia se-
gno alcuno di dolore, ben sarà forza dire ,
di niun sentimento esser dotata quella par-
te. E cosi si silenzio di una sola volta ha
grandissima forza, e niuna forza aver po-
triano le strida di assai volte. A ogni mo*
do la varietà ne’risultati delle sperienze ri-
chiedeva pure, che si continuasse a speri-
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