Algarotti, Francesco  ; Algarotti, Francesco   [Hrsg.]
Opere Del Conte Algarotti (Band 10) — Venezia, 1794 [Cicognara Nr. 3-10]

Seite: 55
DOI Seite: 10.11588/diglit.28030#0063
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V A IV î E . ’r 5Ì)

te prove e riprove venne a servirsi per es-
ser certo di non toccar la teca, volendo
soiamente ferire esso tendine. Lo tagliava
per traverso, e presolo di poi con una mol
la, e tiratolo dolcemente a sè vi dccava
dentro l’ago, secondo la lunghezza sua ,
nella sostanza, nella midolla diremo di es-
so medesimo. E già non ci era pericolo ,
che la teca o altro nè punto nè poco fos-
ser tocchi > non che ofsesi. Trenta volte
almeno ho io veduto co’miei proprj occhi
la esperienza; nè mai l’animale, fosse ca-
ne, fosse gatto, oppur capretto più tenero
di ogni altro, non diede mai il minimo in-
dizio di sentire . Ma se altri gli avesse pun-
to benchè leggiermente lapelle, avria mes-
se in un subito le più grandi strida. Posta
ben in chiaro ogni cosa, dopo avere per
molti e molti mesi operato egli medesimo
senza I’ajuto di altrui mano , dopo comu-
nicate le sue sperienze ali’Hallero medesi-
mo, e ricevuti da lui lumi e ringraziamen-
ti, comparve in iizza anch’ egli

Nobilium scriptorum auditor, et ultor;

ed ecco in un jnomento caiate le yisiere

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