Algarotti, Francesco  ; Algarotti, Francesco   [Hrsg.]
Opere Del Conte Algarotti (Band 10) — Venezia, 1794 [Cicognara Nr. 3-10]

Seite: 56
DOI Seite: 10.11588/diglit.28030#0064
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56 Lettere

e le lance in resta, si sentirono, vel sa
dire, di matti colpi, mille generalità seu-
za mai venire ai fatto ; si sentirono ripete-
re tutte le vittoriose opposizioni, che so-
gliono fare i vecchj a’giovaui, da’qualinon
voilero raai in niun tempo nuiia apprende-
re .. Un giovane uscito appeua dai guscio
letterato, appena professore, che non ha
lettura, ardir contraddire vecchj iettori ,
che hanno un venti anni di cattedra sulie
spaile, e sedere a scranna contro cli loro?
Le opinioni del Caldani furono combattu-
te, e molto più ingiuriata la sua persona.
E quello che a Padova sarebbe morto in
uno o due caffè , o al più scoppiato in un
distico, qui si disfuse per ia città tutta,
entrò nelie adunanze e ne’circoli, mise ogni
cosa a rumore . E di ciò la ragione si è,
che qui i letterati non sono solitarj come
a Padova , ma si mischiano col bel mondo ,
vanno nelie villeggiature a’pranzi, vegliano ,
giocano a gallineila a tarocchino a pentoli-
no. Cosicchè lo spirito del dottorismo agi-
ta la moie di Boiogna , e si mescola per
tutto il gran corpo deila madre degli stu-
dj, Aicuni pochi disendevano il Caldani 4

ma.
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