Algarotti, Francesco  ; Algarotti, Francesco   [Hrsg.]
Opere Del Conte Algarotti (Band 10) — Venezia, 1794 [Cicognara Nr. 3-10]

Seite: 65
DOI Seite: 10.11588/diglit.28030#0073
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Y A R I E . 65

dere più d'uno, sentendo a dire, che ta-
gliati gli alberi al mancar della luna ii le-
gno riesca più vigoroso e durevole, opinio-
ne volgare antichissima, e dagli architetti
già rispettata .

Ma perchè invece di ridere non si fa
piuttosto di esaminare con la scorta di sen-
sate esperienze, quali inssuenze aver possa
quel pianeta , anche nella qualità del legna-
me ? Chi sa, se i punti delle quadrature
non abbiano gran parte nel rendere il le-
gno degli alberi, che a quel tempo si ta-
gliano, più compatto e più sodo? Non po-
trebbe essere anche questo un effetto dell’
attrazione della luna? Non potrebbe avere
analogia coi gran fenomeno delle maree,
con Ie mutazioni che si fanno nel tempo,
con certi umori che secondo i varj aspetti
di quella ribollono più o meno nei cgrpi
umani? Quando la luna è nuova o piena
eperigea, il mare straordinariamente rigon-
fìa, infìeriscono più che mai le tempeste
nell’aria; e allora sfoga 1’epilessia, come
osservò quel dotto Inglese , che nella medi-
cina ha rimesso in seggio il poter dei sole
e della luna già da qualche tempo sbandi-
To: X. E tone.
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