Algarotti, Francesco  ; Algarotti, Francesco   [Hrsg.]
Opere Del Conte Algarotti (Band 10) — Venezia, 1794 [Cicognara Nr. 3-10]

Seite: 102
DOI Seite: 10.11588/diglit.28030#0110
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L E T T E R E
so e piu molle. A tal fine ho aggiunto qua
e lâ in lutto il contesto di essa alcuni bre-
yitratti, che levano certe crudezze che vi
erano , sanrTo come scala agli avvenimenti
principali, e rendono verisimile la favola.
Di simili tratti, che a prima vista pajono
messi a caso, e che danno alla bugia l’aria
di verità, ne ho osservati in quel sommo
poeta in prosa, nel nostro novellista, che
assai meglio dell’Ariosto parmi meritare il
titolo di Omero italico .

La arringa, o sia diceria di madonna Bea-
trice la troverete in moltissimi luoghi mu-
tata. A dire il vero io pensava, che queh
la diceria , quanto più fosse afsettata sma-
niosa Asolanesca, altrettanto dovesse piace-
re ; in quella guisa che le cose , che pur
a riguardare sono spiacevoli, quejle stess©
riguardandole imitate dal pittore ne soglio-
no esser cagione di diletto : senza conside-
rare, che non lia mai un pittore da imita-
re colui , che ha male imitato la natura.
Ora, se non ne sono ingannato, credo di
averla ridotta assai più disinvolta, e quale
insieme si conveniva a rappresentare una
italiana naturalmente spiri-tosa ed amabile^

ma
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