Algarotti, Francesco  ; Algarotti, Francesco   [Hrsg.]
Opere Del Conte Algarotti (Band 10) — Venezia, 1794 [Cicognara Nr. 3-10]

Seite: 104
DOI Seite: 10.11588/diglit.28030#0112
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îo4 Lettere

na di viso ne'nostri drammi e nel Pastor
fido, ella vien reputata sdolcinata e molle ?
che non sanno come noi, quanto ella è
dolce e armoniosa nel Petrarca e nel Boc-
caccio, quanto viva nel Pulci e nel Davan-
zati, quanto graziosa nel Bernio, e tutta
nervi nel Dante e nel Machiavelli . Non
picciola prova avrà ella dato di sè, se in
poche pagine avrà fatto parlare nazioni fo-
restiere con quell’andamento che loro è
particolare, co’loro medesimi idiotismi, di-
rò così, e ciô senza derogare alla sua pu-
rità ; se al sermone degli dei avrà dato quel-
la sugosa dignità , che gli è propria ; se avrà
messo nella prosa quel poetico, che non
se le disconvenga; se avrà potuto scrivere
una operetta amorosa con una penna, che
paja cavata dalle ali d’amore.

Dello studio io ce ne ho posto certa-
mente nell’osservare i varj atteggiamenti,
ond’ella è capace ; ce ne ho posto dietro
alla proprietà e sceltezza delle parole ; ii
che ho creduto tanto più necessario di fa-
re in questa operetta, quanto meno neces-
saria è ella inedesima, duci poterat quia cce°
na sine istis .


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