Algarotti, Francesco  ; Algarotti, Francesco   [Hrsg.]
Opere Del Conte Algarotti (Band 10) — Venezia, 1794 [Cicognara Nr. 3-10]

Seite: 110
DOI Seite: 10.11588/diglit.28030#0118
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•11. o Letterè

mune di trovare qui in Toscàna chi inten-*
da assai bene il greco e l’inglese, le due
lingue, che il maggior capitale racchiudo-
no in sè stesse dell’umano sapere .

Un’altra cosa noi scordairimo ancora iri
onore dei Toscani, ed è, che nel passato
secolo i loro scrittori si conservarono sani
in mezzo al contagio dello stilegonho, che
inondato avea tutta I’ltalia, delle acutez-
ze , de’più strampalati pensieri ; quando fuo-
ri di Toscana udivasi sudare i fuochi per
preparare i metalli da fondere le statue ai
re, e udivasi Nostro Signore nell’atto del
tranghiottire là neli’Orto l’amaro caliee far-
ne un brindisi alla salute umana . Non si
direbbe egli, che le montagne, onde cin-
ta è la Toscana, l’abbiano difesa da cote-
sto morbo, come Ia difendono dalla incur-
sione degli eserciti stranieri, che vengono
di quando in quando a yisitare il rimanen-
te d’ltalia? Che se pure in qualche ango-
lo di essa egli pur penetrò, si può almeno
descrivere una lista di scrittori, che ne fu-
rono liberi, quasi un albero genealogico non
infetto di bastardismo .

Alla fine dei cinquecento, in cui comin-

ciò
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