Algarotti, Francesco  ; Algarotti, Francesco   [Hrsg.]
Opere Del Conte Algarotti (Band 10) — Venezia, 1794 [Cicognara Nr. 3-10]

Seite: 112
DOI Seite: 10.11588/diglit.28030#0120
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112 Lettere

5) no la eloquenza, si couservarono essi ca-
« sti, e da ogni afsettazione di stile ionta-
3) ni ; nel che arnmirare non si possono ab-
3) bastanza ” . Quo magis sunt Herodotus ,
Thucydidesque mirabiles, quorum cetas cum
in eorum ternpora , quos nominamus, inci-
disset, longissime tamen ipsi a talibus deli-
ciis, vel potius ineptiis abfuerunt. ( de Orat.
n. 39. )

Quando sarà, cb/ella torni a farci gode-
re alineno per qualche giorno 1’ amabile sua
compagnia? Mi giova credere, che sarà di
breve ; Ia prego farmene prima un motto,
che io possa venirle incontro fuori di por-
ta a mare, e anticiparmi un tanto piacere »

*o*
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