Algarotti, Francesco  ; Algarotti, Francesco   [Hrsg.]
Opere Del Conte Algarotti (Band 10) — Venezia, 1794 [Cicognara Nr. 3-10]

Seite: 119
DOI Seite: 10.11588/diglit.28030#0127
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Y A R I E . 1 1 g)

tius sam rem cognoscere 'volunt, plerumque
illo discendi caussd proficiscuntur. Nella iso-
la adunque di Mona, che fu poi abbattu-
ta a’tempi di Nerone insieme con la reli-
gione druidica da Svetonio Paolino , orrida
per le discoscese rupi , per li foltissimi
boschi, e più per le divinità che vi si ado-
ravano, si ritira dopo la perduta giornata
negli Ordovici Carattaco, vuol esser inizia-
to nei misterj della religione de’druidi, e
per hnire tranquillamente e da uom kbe-
ro la vita, vuol esser aggregato nel loro
corpo. Se non che, combattendo di poi
contro a’Pi-omani, che sbarcati erano neli'
Isola, cade finalmente in loro potere .

Lo stile dell’una tragedia è temperato e
dolce, quale si conviene al soggetto ; ner^
voso dell’altra e sublime. Quello in che
onninamente convengono amendue è una
semplicità somma, una perfetta unità di
azione di tempo e di luogo. Non sono in
£ali cose cosi rigoristi i moderni, come era-
no gliantichi; e male per noi : il che vie^
ne in parte grandissima dallo avere sbandi-
to il coro d’in sulle scene . II coro non
può altrimenti tener dietro al protagonista,

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