Algarotti, Francesco  ; Algarotti, Francesco   [Hrsg.]
Opere Del Conte Algarotti (Band 10) — Venezia, 1794 [Cicognara Nr. 3-10]

Seite: 120
DOI Seite: 10.11588/diglit.28030#0128
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Ì20 Lettere

ovunque gli piaccia diandarsene, come puè
fare un confidente un ministro / creatura
di Cornelio o di Racine : ond’è, che nell’
antica tragedia il luogo dell’azione è di ne-
cessità ristretto a una piazza, a un vestibu-
lo; e non si può slargare a varj apparta-
menti di un palagio, o al ricinto di una
città, come sostennero i più rilassati mo*
derni. E per la continua presenza del co-
ro sul teatro non potendosi interrompere
l’azione, come si fa ne’nostri drammi, ne
siegue, che la non si possa tirare nè rae*
no alle ventiquattro ore ; ma che ilteinpo?
che si concede ad essa azione, debba esse-
re necessariamente lo stesso che il tempo
che dura la rappresentazione medesima . Co-
si ha scrupolosamente praticato il sig. Ma-
son, il quale in alcune lettere, che servo-
no di proemio alle sue tragedie, tocca ezian*
dio di altri avvantaggi che produce ilcoro^
quali sono la più parte contenuti in que’beL
lissimi yersi della Poetica .*

Actoris partes choras, ofsiciumque 'virile
Defendat: neu quid medios intercinat actus t

Quod non proposito conducat} et hœreat aptè»

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