Algarotti, Francesco  ; Algarotti, Francesco   [Hrsg.]
Opere Del Conte Algarotti (Band 10) — Venezia, 1794 [Cicognara Nr. 3-10]

Seite: 121
DOI Seite: 10.11588/diglit.28030#0129
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VaRIË* i2i

îlle bonis faveatque, et consilietur amicis ,
Et regat iratos, et amet peccare timentes.
Ille dapes laudet mensae brevis, ille salubrerrt
Justitiam, legesque, et apcrtis otia portis.
Ille tegat commissa, deosque precetur et oret,
Ut redeat miseris , abeat fortuna superbis .

II coro inoltre porge occasione al poeta di
nscire in varj metri, di spandersi natural-
mente in descrizioni pittoresche ; rende 1*
azione solenne e pubblica ; accresce la mi-
sericordia e ilterrore, dosrendo ivi la poe-
sia essere rinvigorita dalla musica , ed es-
sendo maggiormente commossi gli spettato-
ri dagli affetti , che inspira la tragedia al
vederne commossi quegli altri spettatori ,
che formano il coro .

A qual hne, mi dirà ella per avventu-
ra, tutta questa lunga diceria? Per indur-
la a voltare in nostra lingua queste due tra-
gedie inglesi, e singolarmente il Carattaco.
E certo ella avrebbe quivi una forte e bel-
la occasione di esercitare quel poetico suo
valore, ch’ella ha singolarmente dispiegato
nella traduzione del Maometto. Dico una

forte
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