Algarotti, Francesco  ; Algarotti, Francesco   [Hrsg.]
Opere Del Conte Algarotti (Band 10) — Venezia, 1794 [Cicognara Nr. 3-10]

Seite: 123
DOI Seite: 10.11588/diglit.28030#0131
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V A R I E . 123

4ind cahnd it with a glance : then, plun-
ging deep

His mighty arm plucJid from il's dark domain
This Throne of freedom, lifted it to light,
Girt it with silver clisfs, and call’d it B,ritain
He did} and will preserve it,

Sono verghe d’oro inglese _, sterling bullion,
che diflicilmente si possono coniare in mo-
neta di altri paesi.

Per altro sarebbe pur la bella cosa, che
ii Carattaco si potesse tradurre, e rappre-
sentare dinanzi ad alcuna scelta compagnia
atta a gustare i bei tratti di poesia, di amor
dellapatria, e di magnanimità, che vi so-
no sparsi per entro. Una difficoltà pare che
trovi insuperabile il dotto autore a potersi
mettere sulla scena le sue tragedie, e ciò
è, che converrebbe mettere in musica i
cori; e la moderna musica è giunta a un
troppo alto grado di perfezione o di corru-
zione, dic’egli, per potersene rivestire la
poesia. In fatti una musica esfemminata,
et impudicis modis fracta , quale è comu-
nemente la nostra, male andrebbe di com-

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